Centro Milanese di Psicoanalisi

CENNI STORICI

A Milano Cesare Musatti fu il coraggioso e tenace promotore della ricerca scientifica sul pensiero di Freud. All'inizio degli anni '50 egli raccolse i suoi primi allievi in un gruppo, interessato a studiare e ad approfondire gli insegnamenti di Freud, che si riuniva prima nella sua casa di Corso di Porta Romana e poi in quella di via Sabbatini. Proprio in quegli anni Musatti era impegnato nella brillante impresa della traduzione ed edizione dell'Opera Omnia di Freud, che permise la conoscenza e diffusione del suo pensiero in Italia. Questo gruppo offriva l'unica possibilità, a Milano e nel Nord Italia, agli studiosi della disciplina di approfondire la grande scoperta freudiana: le motivazioni inconsce del comportamento che possono essere comprese nel rapporto terapeutico con lo psicoanalista. 

Il modo di lavorare di questo nucleo originario si ispirava al modello viennese: venivano letti e commentati gli scritti di Freud, discusse le relazioni cliniche e teoriche presentate dai singoli partecipanti, e si affrontavano le problematiche situazioni proposte dall'esperienza clinica. I partecipanti erano membri della S.P.I. e lavoravano, oltre che come psicoanalisti, anche all'interno delle istituzioni pubbliche: universitarie, ospedaliere, psichiatriche, giudiziarie. Ciò permise il primo diffondersi delle nuove conoscenze psicoanalitiche nell'ambito istituzionale allora ancora ostile, diffidente o poco informato. Con il passare degli anni il gruppo andò ampliandosi e fu necessario reperire una sede adeguata, che per un certo periodo venne stabilita presso la Fondazione Carlo Erba. Nel 1963 venne fondata da Franco Ciprandi, Renato Sigurtà e Pietro Veltri l'"Associazione Centro Milanese di Psicoanalisi" con sede in via Corridoni, 1. 

Il primo segretario, Renato Sigurtà, fu incaricato dal Presidente Cesare Musatti di organizzare gli spazi disponibili in parte per gli studi privati, in parte per le necessità dell'associazione: biblioteca, segreteria e sale riunioni. Si avviò parallelamente un servizio di consultazione clinica che veniva prestato dagli stessi soci che avevano gli studi in via Corridoni e che si incaricavano del primo accoglimento dei pazienti che si rivolgevano al Centro. 
Cesare MusattiIn questi anni molto lavoro fu fatto per rompere l'isolamento culturale entro cui la psicoanalisi era stata costretta per quasi un ventennio. Molti furono i soci che si rivolsero per una analisi didattica a psicoanalisti di altri paesi e, grazie alla libertà di pensiero che ha sempre distinto il nostro Centro, fu possibile a colleghi investiti di cariche istituzionali o a singoli soci invitare psicoanalisti stranieri, di orientamenti anche diversi, per seminari clinici e teorici. Così il pensiero di M. Klein, di D. Winnicott, di H. Rosenfeld, di E. Brenman, di D. Meltzer e di molti altri divenne oggetto di studio e di elaborazione da parte degli psicoanalisti milanesi. Tennero seminari anche A. Green, J. Chasseguet Smirgel, L. Grinberg. 

Con l'aumentare del numero dei soci, le riunioni scientifiche assunsero sempre più il carattere di conferenze, pur mantenendo ampio spazio per il dialogo. Si cominciò a prefissare un argomento annuale, che i diversi lavori presentati dovevano svolgere ed articolare, con la libertà teorica e l'approssimazione che accompagnano una ricerca tesa a cogliere qualcosa che non è ancora noto, ad aprire nuovi spazi e ad avviare risposte ad interrogativi inediti. 

Nei primi anni il lavoro culturale dei gruppi di studio partiva dalle opere di Freud procedendo poi coi contributi dei vari studiosi sugli sviluppi moderni dei temi trattati. Negli anni '70 il Centro visse un grande fermento di idee teso ad ampliare e promuovere lo scambio culturale con le istituzioni universitarie, psichiatriche e di servizio sanitario. Franco Fornari, cui oggi è intestata la biblioteca del Centro, fu certamente uno dei soci più impegnati in questa direzione. 

Nello stesso periodo, per la sempre maggior affluenza dei soci, si sentì anche l'esigenza di ricostruire la modalità di discussione originaria possibile solo nei gruppi ristretti e più consona al peculiare campo del sapere psicoanalitico. Nasce così il primo di una serie di piccoli gruppi che spontaneamente si sono costituiti nel corso degli anni intorno a temi e questioni teorico-cliniche di particolare complessità. L'Associazione diventa nel 1989 "Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti" per onorare la figura del suo primo maestro e nell'ottobre 1994 si trasferisce nella nuova sede di via Corridoni 38.

Da quando i primi psicoanalisti si riunivano in casa di Cesare Musatti per studiare, discutere ed approfondire il lavoro di Freud molto è cambiato: il Centro Milanese di Psicoanalisi è stato elemento propulsivo di ricerche originali in ambiti istituzionali, nel trattamento delle patologie gravi, nell'intervento e nella lettura dei fenomeni sociali, e di sviluppi teorici peculiari relativamente al problema della neutralità dell'analista e dello statuto della coppia analitica. 

 

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