Il presente potenziale visto dal futuro tramite una visione quasi onirica

Alberto Meotti, Milano

Possiamo tentare di intravedere al presente, con immagini visive quasi oniriche, quello che il futuro storico vedra' a posteriori cinquant'anni dopo, come da poco hanno fatto gli storici che hanno ricostruito le discussioni e le controversie psicoanalitiche del 1943? Secondo Bion quello che possiamo fare e' tentare di costruire un quasi-sogno, nel corso di un resoconto inventato di un'analisi, mediante il quale ci si porti al 2046 e di li' si cerchi di capire se nel 1996 o chissa' quando, anni dopo, era in corso una rivoluzione scientifica.

La trilogia bioniana Memoria del futuro, scritta in California a partire dall'inizio degli anni settanta, strutturalmente modellata sugli esempi delle tre cantiche di Dante e Milton (Ble'andonu 1990) e stilisticamente ispirata ai moduli letterari e stilistici di Joyce e di Pound, e' un affresco molto ampio dove si osservano una quantita' deliberatamente caotica e disparata di processi, scene, fatti, relazioni, discorsi, dialoghi, riflessioni: come la mente di un ricercatore o il laboratorio di un team di ricerca impegnato nel primo avviamento di una fase rivoluzionaria.

In generale si puo' forse dire che la trilogia, che permette un numero infinito di interpretazioni, ammette anche di essere considerata come il travaglio di un gruppo impegnato in una dura transizione simile a quella dei ricercatori che producono avanzamenti reali nella ricerca e aprono possibilita' operative e di intervento in campi prima inaccessibili. Questi, con la loro oscura fatica e i pericoli che devono affrontare,coincidono ai loro inizi con il servo hegeliano e con il suo tentativo di umanizzare, di rendere accessibile all'intervento dell'uomo aspetti della materia, della natura ancora dominati dal meccanicismo, con la sua violenza e la sua brutalita', per ricondurli nell'ambito della teleologia connessa all'operare umano.

Forse questo tema, fra tanti presenti nella trilogia bioniana, puo' essere meglio specificato come tentativo di anticipazione, mediante immagini visive e narrative quasi oniriche, delle modalita' e degli effetti del prossimo rovesciamento del rapporto padrone-servo nelle teorie e nella psicoanalisi. Mentre quest'ultima e' sempre intesa da Bion in primo luogo come esercizio della compassione verso la mente umana prima che come teoria, la capacita' anticipatoria corrisponde ad un antico assunto di Bion (assunto che emerge in un incontro con Jung negli anni trenta, gli anni nei quali il giovane Bion si accosta alla psicoanalisi) secondo il quale la trasformazione in atto puo' essere non conosciuta, ma anticipata nel sogno mediante immagini visive (o anche nella veglia, se la mente e' sufficientemente libera da intenti o ricordi).

Bion e' dunque forse nella trilogia un costruttore cosciente e vigile di un quasi sogno, il cui fine e' l'anticipazione visivo-narrativa, da un punto di vista collocato nel futuro, delle trasformazioni in corso nella mente dello psicoanalista e nella psicoanalisi. Ma Memoria del futuro indica che senza scontri (tra individui e gruppi nella mente di un singolo che si muova ad esempio come Freud) e successive sistemazioni, che conducano ad una nuova teoria generale unificante piu' vasta di quella freudiana, la psicoanalisi entrera' in crisi.

Discutere e lavorare alle teorie, secondo Memoria del futuro, porta rapidamente a sbadigliare e a pensare ad altro. Il sonno, il sogno, lo scarto, l'interruzione, la deviazione, la noia sono la regola della ricerca. Gli sbadigli, l'indifferenza o la diffidenza per la cultura, l'accademia, per i luoghi sacri del sapere acquisito costellano Memoria del futuro. Chi volge l'attenzione verso il cambiamento puo' dover annoiarsi, puo' dover non sapere o non ricordare praticamente nulla, o avere sonno, come spesso ha sonno o sbadiglia o va a dormire Rosemary (la protagonista di Memoria del futuro), la figlia di una prostituta che non ha letto Tolstoi perche' sua madre le ha detto che e' una perdita di tempo.

Anche Freud si definisce a volte povero, plebeo, male in arnese. Si pensi alle sue prime mosse nella ricerca; ai pensieri sul padre, lo zio; al suo rapporto con l'accademia viennese e con Wagner Jauregg; in Italia al disprezzo elegante di De Ruggiero e di Flora, alle critiche di Benedetto Croce, all'ostilita' della medicina. Freud e' il servo che si occupa di droga, sesso, feci, orina, pene, vagina, castrazione, parricidio, incesto, etc., per costruire la possibilita' di sottrarre la mente al meccanicismo della patologia con nuova scienza della mente. Bion si sente piu' disturbatore che plebeo: si occupa di mattoni, di schegge concrete di pensiero conficcate nella materia che la rendono bizzarra e persecutoria.

Qual e' allora il prossimo materiale nuovo e scandaloso da importare nella psicoanalisi e ad opera di chi? Chi ha voglia di assumersi o ignoto si sta assumendo o si e' gia' assunto le fatiche inerenti ad una materia nuova o a una nuova visione delle materie?

In effetti Memoria del futuro delinea un quadro piu' complesso di quello del servo minacciato di morte o del mistico atterrito dalla mancanza di seguaci. Non solo la ricerca si deve muovere lungo le colonne e le righe della griglia, nel senso che sogno, attenzione, indagine, ricerca, cambiamento sono posti in una sequenza ordinata che continuamente si riproduce e dove la regressione scolastica si pone in seconda colonna. Non solo il cammino verso l'indagine-cambiamento catastrofico puo' dar luogo al caos, al linguaggio esoterico, all'attacco del sapere morto che ostacola il movimento da parte di chi non vuole, non puo' dimenticare. Ma soprattutto: componenti "maschili" e "femminili", componenti "servili" e "aristocratiche" devono mescolarsi tra loro in tutte le combinazioni possibili per produrre-generare teorie o frammenti di teorie, figli e figlie di ottima o pessima famiglia, si vedra'.

E' stata appena rifatta la storia delle controversie degli anni 40: passati 50 anni c'e' qualche altra controversia o nessuna controversia o ci sara' un'altra controversia o solo una ricerca personale, individuale. E quando?

Secondo Memoria del futuro la preparazione di nuove teorie richiede che all'inizio ci siano occupazioni, invasioni, appropriazioni, tradimenti, brutalita', spargimenti di sangue aristocratico e plebeo. A un certo punto (pag.20 del dattiloscritto) leggiamo: "Il 'futuro' era difatti a portata di mano quella stessa notte, mentre Rosemary [la figlia ignorante della prostituta] giocava sensualmente con Roland nel letto di Alice". Roland e Alice sono due aristocratici proprietari terrieri, Rosemary e Tom i loro servi. E' necessario quindi anche rovesciare il rapporto servo-padrone, mettere il servo al posto del padrone e il padrone al posto del servo per la ragione storica che i precedenti rapporti tra aristocratici tra loro, tra servi tra loro e tra aristocratici e servi hanno ormai dato tutto quello che potevano dare. Si va allora verso un rimescolamento di sangue, magari anche verso temporanee feroci oppressioni. Poi, passata la turbolenza (onirica o meno), si potra' andare verso l'attenzione dialogica, l'indagine, verso una nuova configurazione teorica, in cui quello che prima era escluso perche' materiale inerte, e cioe' vile e per servi viene nobilitato perche' assunto all'interno di un nuovo reticolo linguistico e teorico. La aristocrazia delle teorie nuove nasce in questo modo.

Che cosa potrebbe essere immesso come nuovo materiale naturale per estendere l'area di intervento clinico e per rinnovare una teoresi frammentata e stanca? Per Bion, la stessa Bibbia deve essere considerata anche come un libro di storie sporche (A Key, pag. 14). Ovvero scolastica, indottrinamento, decadenza, Untergang des Abendlandes. Naturalmente, se deve nascere qualcosa di nuovo con una sollevazione tipo 1789, i plebei che diventano padroni e i padroni che diventano servi, i plebei, le plebee che occupano i letti, le case dei signori, delle signore, ci saranno morti e feriti, oltre che dibattiti fumosi.

L'attenzione-indagine umilia lo stesso Bion quando si fa depositario delle teorie ricevute. Se attenzione e indagine prendono in mano la situazione, forse vedremo preludi di oggetti-se' atti a promuovere la crescita di teorie? Invece Spence, in Narrative Truth and Historical Truth, descrive il salotto nel quale ci si compiace di consuetudini teoriche (le received theories, di cui si attende con eccitazione la desiderata conferma), ritenute eterne. Magari fuori gia' si agita la marmaglia. Bion dice che la marmaglia o gli alieni prenderanno il potere chissa' quando e tra qualche anno ci sara' una nuova aristocrazia fatta dalla marmaglia di adesso mescolata con quanto riuscira' o meritera' di sopravvivere del precedente regime giunto alla fine del suo ciclo. Questo e' poi quello che ha fatto Freud: il plebeo che ha segnato la fine di una quantita' di anticaglie teoriche. Dovra' seguire la stessa sorte o avra' un destino migliore trasformandosi con sagacia?

Nel primo libro della trilogia Bion propone un documento, che non e' solo di straordinaria potenza letteraria, nel quale tenta forse di rappresentare la prima fase di un rivolgimento scientifico nella mente di uno scienziato rivoluzionario mediante il linguaggio del sogno. La fase piu' tumultuosa (in elementi beta, alfa, in frammenti) che precede la fase piu' pacata dell'attenzione e dell'indagine, in cui il passato puo' riaffiorare trasfigurato. Verso la fine del primo libro e poi nel secondo e nel terzo si affacciano i classici dialoghi sulla religione, la filosofia, la teologia, la psicoanalisi, la societa', la storia. Memoria del Futuro descrive la struttura gruppale della mente, nella quale si affolla una quantita' di personaggi.

La trasformazione rivoluzionaria nella mente inizia con un sogno estremamente turbolento, ma molto fertile dal punto di vista della ricerca. Nel caos, nella confusione, incalzano fatti e parole, piu' violenza, sesso, invasione, controllo, spari, piu' possibile capovolgimento di tutti i valori precedenti o estinzione dei medesimi. La vicenda reale, complessa del pensiero inizia dalla caos interno, nel quale sono presenti anche elementi di carattere biologico e istintuale.

Nella temperie rivoluzionaria del sogno, frammenti del vecchio regime possono tentare di passare nel nuovo ordine in gestazione, possono divenire rivoluzionari servitori del nuovo e della rivoluzione. Alice sembra sinceramente offrire i suoi servigi a Rosemary.

"Posso (...) avere la possibilita' di ricorrere alla capacita' dell'analizzando a cooperare per compensare le mie deficienze" (201). A quale analizzando, a quanti analizzandi e tipi di analizzandi, quelli che fin dall'inizio forniscono le basi osservative della psicoanalisi e della sua evoluzione, le osservazioni psicoanalitiche, dobbiamo chiedere aiuto per superare le attuali teorie e formularne di nuove? Bion presenta la fase primordiale di una rivoluzione scientifica con mutamento kuhniano di paradigma che non e' ancora accaduta o potrebbe stare accadendo nella mente di qualche psicoanalista. Nuove osservazioni, materiali nuovi, inutili o pericolosi o ritenuti estranei alla psicoanalisi da molti addetti ai lavori, ma indispensabili per una psicoanalisi nuova; materiali nuovi forniti della stessa dignita' dei materiali presenti nella produzione artistica contemporanea, ad esempio di Beuys, Rauschenberg, Donatoni, Berio: cassetti, feltro, rame, ferro, vetro, corde, cavi, bulloni, rottami, stracci, conchiglie rotte, tubi, chiodi, gessi, e poi voci, urli, soffi elettronici.

C'e' pero' bisogno di un'invasione barbarica da cui risulteranno apporti, palingenesi, devastazioni e poi un nuovo ordine con una nuova aristocrazia. 'Uomo' e' l'invasore (pag. 177), il barbaro che distrugge e fa scempio e al tempo stesso un essere oscuro che apre verso il nuovo (pag. 191). Proporra' poi a Rosemary di sposarlo: entrambi si danno alla violenza e all'omicidio, ma sono anche fini dialettici e organizzano il prete e lo psicoanalista. C'e' poi anche un'altra invasione di parti impersonali distruttive (frammenti psicotici), pallottole che spaventano, sottomettono, spersonalizzano, umiliano. La violenza del nuovo asservimento imposto brutalmente dagli invasori rivela quanto sia violento il vecchio asservimento di cui gli aristocratici divoratori di brioches non si accorgono piu' perche' per loro e' entrato a far parte della natura.

"Alice E' certo che si possa discutere in modo ragionevole.

Bion E' anche possibile - abbiamo ragione di ritenere - ricorrere alle armi. L'incontro disastroso che ho immaginato possa avvenire tra una mente fetale assai dotata ed il suo se' post-natale separato ma ugualmente dotato, si verifica anche quando si incontrano due o piu' gruppi di individui. La storia delle relazioni tra Francia ed Inghilterra, Germania ed Inghilterra ed ora bianchi e neri sembra condurre ad un probabile annientamento reciproco e non ad una reciproca, benefica stimolazione.

Roland Qual e' la ragione del contendere - il colore? il sesso? la ricchezza?

Robin Padre e figlio? Tutore e tutelato? Sfruttatore e sfruttato? Madre e figlia?

P.A. Le possibilita' sono infinite. (...) Un esame psicoanalitico accurato rivela movimenti verso l'alto e verso il basso delle singole particelle che compongono un gruppo. (...)" (A Memoir of the Future. Book 3. The Dawn of Oblivion, pag. 116, traduzione mia). Ma nel terzo libro, il conflitto puo' esistere anche tra il prematuro e il postmaturo che vivono in uno stesso corpo.

Si puo' avere l'impressione che le consuete discussioni su dio e religione siano il correlato necessario dell'incessante bellum omnium contra omnes, compreso in primo luogo quello dell'individuo contro se stesso. La religione e dio esprimono la necessaria, alternante resipiscenza di fronte all'esercizio illimitato della crudelta' ed un'apertura verso l'esercizio della compassione verso se stessi e verso l'altro, avvertito anch'esso come portatore di compassione verso se stesso e verso l'altro (Cogitations, pag. 125). Senonche', per un processo proiettivo che parrebbe di natura feuerbachiana, la capacita' di essere pastori di se stessi e degli altri (con l'aggiunta della convinzione che anche gli altri sono pastori in modo identico) puo' essere persa a causa di proiezioni massicce ed essere spostata su dio, fuori dell'uomo: persa in dio. Allo stesso modo (A Memoir of the Future. Book 3. The Dawn of Oblivion, pag. 87) viene spostata in dio la crudelta' divorante. Forse per questo il secondo e il terzo libro sono anche dedicati al recupero dell'aspetto pastorale all'uomo e ai gruppi, dopo la ferocia del movimento rivoluzionario che entra in fase di contrazione temporanea (anche grazie all'esercizio della psicoanalisi) in attesa della prossima fase di espansione.

"Penso sia sbagliato assumere che, poiche' esiste un passato che sembra avere una certa somiglianza con il presente, il presente abbia una certa somiglianza con il futuro, che dovrebbe poter essere descritto in termini del passato. Mi sembra del tutto chiaro che ci possa essere una crisi evolutiva in cui l'uomo sia del tutto terrorizzato dal fatto che il futuro e' ignoto, non puo' essere da lui conosciuto al presente e possa essere noto a certi individui, descritti come 'genio' o 'mistico', i quali hanno una relazione peculiare con la realta'. E' possibile che l'uomo sia destinato all'estinzione perche' incapace di ulteriore evoluzione; certe specie del tutto diverse potrebbero dover continuare a partire dal punto raggiunto finora dall'animale umano, cosi' come i sauri furono sostituiti dai mammiferi. Per quanto fragili possano essere stati i mammiferi in embrione, essi furono tuttavia superiori ai sauri." (Cogitations, pag. 373).

Sembra qui a Bion, unito a Hume e alla tradizione dell'empirismo inglese, di poter rifiutare il principio di induzione e il postulato induttivo della regolarita' dell'universo (Meotti A., 1978). Inoltre, Bion ammette che dopo una serie di espansioni-contrazioni di amore-odio nella razza umana, questa potrebbe esaurire il suo ciclo evolutivo ed essere sostituita o nemmeno sostituita. La psicoanalisi per Bion potrebbe essere una manifestazione religiosa o ecologica, una delle manifestazioni della tendenza all'estensione della durata della specie umana mediante l'espansione del ritegno nell'esercizio della crudelta'. La psicoanalisi sarebbe sullo stesso piano dell'arte e della poesia, che contraggono la crudelta' ed espandono compassione, riguardo e soprattutto coesione dell'essere mediante la rappresentazione della sua struttura profonda.

Bion accenna alla possibilita' che la psicoanalisi possa essere una manifestazione molto piu' transitoria dell'arte e della poesia: potrebbe cioe' sparire rapidamente senza che se ne parli o la si ricordi piu', come e' gia' accaduto per altri prodotti dell'intelletto umano. Del resto gia' Hume parla della matematica e della geometria come espressioni destinate ad una sopravvivenza maggiore di quella possibile ad altre manifestazioni dello spirito.

Un segno evidente della compassione propria della psicoanalisi e' indicato in A Memoir of the Future. Book 3. The Dawn of Oblivion, pag. 97: "Mental pain is regarded, even today, as a fuss about nothing. Theories are discussed - rarely the pain the sufferer inflicts or embodies". Segue la descrizione della sofferenza di un soldato tedesco prigioniero e la rappresentazione del disprezzo verso la sofferenza del soldato da parte di un ufficiale della marina tedesca, il quale anche contro gli inglesi fa uso del linguaggio invece che delle armi.

Non diversamente accade quando l'uso del linguaggio serve a manifestare odio per la psicoanalisi e desiderio di distruggerla.

Che significa allora in generale Memoria del futuro per il futuro dell'uomo e della psicoanalisi? Uno dei significati possibili e' che esistano aree di sofferenza molto intensa nella parte piu' schiava e asservita della mente (e della specie umana) non ancora raggiunte dai mezzi della psicoanalisi attuale. Potrebbero essere raggiunte da una psicoanalisi che si sviluppi ulteriormente come clinica, come teoria, come organizzazione delle societa' psicoanalitiche. Questo sembra voler fare Bion quando ci parla del povero soldato semplice tedesco mandato a morire. Naturalmente c'e' qualcuno, come l'ufficiale della marina tedesca, che si scaglia mediante il linguaggio, ma vorrebbe farlo con le armi, contro il soldato che soffre e contro lo psicoanalista Bion che vorrebbe curarlo. Perche', dice Bion, nella psicoanalisi in primo luogo non si fanno teorie, ma si cerca di diminuire il dolore mentale nelle zone della mente piu' asservite, dove il dolore e' piu' forte e dove la teoria e la clinica della psicoanalisi non sono ancora in grado di giungere.

Bion, nei tre libri di Memoria del futuro, sembra autoliquidarsi come aristocratico, disposto a rinascere e a ricominciare, a fare il medico del soldato tedesco mandato a morte, torturato, sofferente, abbandonato e attaccato dai suoi ufficiali. In questo Bion usa per la psicoanalisi anche l'esperienza della guerra: bisogna cercare di riuscire ad essere medici anche di chi non si vorrebbe o non si potrebbe ancora curare.

Gia' l'analista "senza memoria e senza desiderio" indicava un precursore di questa nuova figura di analista che per non sparire deve imparare a dialogare con le parti della mente piu' asservite al meccanicismo (si pensi all'autismo e alle ricerche psicoanalitiche sull'autismo): cosi' parti serve ed escluse, veri servi, vera plebe, divengono apportatrici di osservazioni e di esperienze che permettono alla psicoanalisi di rivoluzionarsi e di sopravvivere. Divengono la parte piu' vitale del processo storico della psicoanalisi attuale. Bion dice che lo scienziato, il pensatore che non si mescola a sufficienza con la parte piu' sofferente della mente, vedendone fino in fondo la valenza rivoluzionaria per la psicoanalisi teorica e clinica, la linfa vitale immersa nella sporcizia e nella violenza, diviene una figura di conversatore astruso, preso di se stesso e della sua capacita' di ripetere. Vengono alla memoria le pagine che in Impasse and Interpretation Rosenfeld dedica ai suoi colloqui con gli schizofrenici negli ospedali inglesi degli anni trenta e all'ironia e alla condiscendenza degli psichiatri.

Qualcosa di buono puo' venire fuori, sembra dire Bion, dalla storia delle analisi piu' difficili e disperate tanto da non sembrare analisi. Analisi in corso nelle quali potrebbe prepararsi il superamento trasformativo di cui egli ci da' un'anticipazione quasi onirica in Memoria del futuro.

RIASSUNTO

Una possibile lettura della Trilogia del futuro viene proposta in termini di un processo di pensiero che parte da una prima fase caotica per giungere ad una nuova sistemazione teorica della psiconalisi che consenta di ricondurre al dominio della teleologia (e quindi della terapie) aree del dolore mentale non ancora riducibili dalla psicoanalisi attuale. Questa affronta il compito del rinnovamento, come ogni disciplina scientifica, per salvarsi dalla crisi inevitabile in assenza di significative scoperte e innovazioni teoriche e cliniche. Con riferimento ad altre opere dell'ultimo Bion, si sottolinea come carattere principale della psicoanalisi l'uso del linguaggio per lenire il dolore mentale in contrapposizione all'uso del linguaggio per aumentare il dolore. Bion intende la psiconalisi e la ricerca necessaria per innovarla e tenerla in vita come manifestazioni di compassione verso il dolore mentale.

Bibliografia

Ble'andonu G. (1990). Wilfred R. Bion. La vie et l'oeuvre. Dunod, Parigi.

Bion W.R. (1975). A Memoir of the Future. Book One. The Dream. Imago Editora LTD., Rio de Janeiro, 1975.

Bion W.R. (1975). Memoria del futuro. Libro primo. Il sogno. Trad. it. P. Bion Talamo e G. Nebbiosi. Cortina, Milano, 1993.

Bion W.R. (1977). A Memoir of the Future. Book Two. The Past Presented. Imago Editora LTD., Rio de Janeiro, 1977.

Bion W.R. (1979). A Memoir of the Future. Book Three. The Dawn of Oblivion. Clunie Press, Pertshire.

Bion W.R. (1992). Cogitations. Karnac Books, London. Edited by Francesca Bion.

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Gaburri E., Ferro A. (1988). Gli sviluppi kleiniani e Bion. In A.A. Semi (a cura di), Trattato di psicoanalisi, Vol. I, Cortina, Milano.

Meltzer D. (1978). The Kleinian Development. Clunie Press, Pertshire.

Meltzer D. (1994). Sincerity and Other Works. Karnac Books, London.

Meotti A. (1978). La filosofia dell'induzione. In A. Meotti (a cura di), L'induzione e l'ordine dell'universo, Edizioni di Comunita', Milano.


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